"Mare Bianco" è il suo primo libro edito da Le Fate

Bruna Fornaro, la fumettista ragusana che racconta la Sicilia

Ritratto Sincero_Bruna Fornaro 2016
Vignetta CentoPozzi_MareBianco_Bruna Fornaro
“Da piccola, quando finivo un album da disegno, i miei genitori dovevano correre a comprarne subito un altro perché altrimenti usavo le pareti di casa al posto dei fogli”. Esordisce così la fumettista ragusana 29enne Bruna Fornaro quando, durante un’intervista che sa più di chiacchierata tra amiche, le chiedo come nasce la sua passione per l’arte. Sorride e mi racconta di una vecchia foto in cui già all’età di appena due anni tiene in mano una matita con la quale disegna su un foglio bianco molto più grande di lei. Ed è proprio Mare Bianco. Miti e leggende della Sicilia la sua opera prima edita  da “Le Fate”, una raccolta di leggende ispirata a un libro del folclorista Santi Correnti regalatole dal padre e che ha spinto Bruna, già convinta di voler debuttare con un tributo alla sua terra, di iniziare un intenso lavoro di ricerca, ideazione e creazione di un libro che narra nove storie, una per ogni dominazione, dalle origini dell’Isola fino al 1900. Un progetto durato sei anni che ha visto l’artista impegnata in uno studio approfondito e in un attento lavoro di selezione.
 
Quando le chiedo qual è la storia sulla quale ha preferito lavorare senza esitazione mi parla di quella d’apertura, Le origini che è una narrazione muta in cui c’è solo il lavoro di storytelling, lo scheletro del fumetto: le immagini bastano a se stesse, comunicano già tutto senza aver bisogno delle parole, delle didascalie, dei balloon o delle onomatopee che – ci confessa ridendo – nei suoi lavori preferisce non usare.
“La mia preferita in assoluto è quella de I Cento Pozzi: è l’unica storia ambientata a Ragusa, che è la città in cui sono nata e a cui sono molto legata , nello specifico in Contrada Cento Pozzi appunto, che è la zona in cui ho abitato per vent’anni. La  resa grafica mi ha soddisfatto più delle altre e, a parte realizzare i contenuti, ho amato molto la progettazione del personaggio protagonista della storia, un bambino che in realtà non è altro che mio padre da bambino immortalato in una foto d’epoca dei primissimi anni ’60. Scuole elementari, foto di classe, maestro severo con la bacchetta in mano, tutti i compagni con un grembiule enorme e lui, l’unico bambino con una maglietta a righe e lo sguardo furbetto”.
Giuseppe Carrubba, critico d’arte siracusano, durante la prima presentazione di Mare Bianco ha definito lo stile di Bruna Fornaro “cinematografico”: vivendo in un’era in cui siamo influenzati dal cinema e dalle serie TV, mi spiega che  le viene del tutto automatico disegnare in quel modo applicando inoltre gli insegnamenti appresi alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze, come ad esempio cambiare l’inquadratura in ogni vignetta per non annoiare l’occhio del lettore, proprio come in un film.
 
“Io voglio raccontare storie ed è stato naturale per me usare il fumetto per farlo: sono cresciuta con Topolino e da che ho memoria ho sempre usato questo mezzo per comunicare. Non ho voluto fare l’Accademia delle Belle Arti perché sapevo che non faceva per me, ho provato anche a fare stilismo ma dopo appena tre giorni sono scappata e ho compreso davvero quanto fosse sbagliato ripiegare su qualcos’altro: a costo di fare qualsiasi sacrificio sarei diventata una fumettista, per questo ho deciso di partire e trasferirmi per studiare in Toscana. La mia strada – continua – è quella della narrativa a fumetti, meglio conosciuta come graphic novel:  mi ha sempre affascinato e su questa ho voluto concentrarmi. E finalmente anche nel nostro Paese il fumetto ha avuto la sua rivincita quando nel 2014 il pisano Gipi è stato incluso tra i candidati al Premio Strega, a dimostrazione che il genere graphic novel è stato riconosciuto come letteratura disegnata e che i fumetti non devono necessariamente avere in copertina dei supereroi, ma possono anche trattare temi storici e impegnativi come, ad esempio, la atrocità di una guerra mondiale”.
 
La passione, la determinazione e la volontà di Bruna sono ammirevoli e quando le domando se ha qualche consiglio per chi come lei vorrebbe intraprendere questa strada risponde che due sono le cose imprescindibili, ovvero la pazienza e la costanza. Oggi inoltre abbiamo internet che è una risorsa che permette a chiunque di crearsi una vetrina su una pagina Facebook o su un sito  personale. Si crea una rete tra colleghi e si facilita il confronto che per qualsiasi artista è fondamentale perché, anche se a volte ti può demotivare, altre invece può spronarti a dare il massimo per raggiungere il livello di persone che hanno fatto meglio di te. Quel che conta è però mantenere un stile personale perché se il lavoro è valido, anche chi prima non veniva notato,  grazie alla diffusione sul web viene pubblicato.
E se di stile parliamo, la fumettista ragusana ne ha da vendere: Bruna Fornaro infatti salta la fase dell’ inchiostrazione sui disegni tradizionali che realizza a matita, il suo tratto pulito le permette di saltare questo passaggio e di evitare quello che lei definisce un vero e proprio “congelamento” dei suoi lavori: “É come se non mi comunicassero più nulla perché diventano freddi!”. Una tecnica ben visibile in Mare Bianco in cui tinte piatte nei toni del seppia usate per richiamare l’antico, a volte lasciano spazio a qualche particolare colorato e al bianco che non è altro che il fondo delle pagine dei fogli sui quali lavora.
 
“Io non ho affatto intenzione di fermarmi, ho tante idee per la testa e spero di riuscire presto a concretizzarle: mi piacerebbe  magari fare un silent book, un lavoro di esclusivo storytelling in cui a comunicare sono solo i disegni, senza dialoghi. Vorrei anche provare a sperimentare la realizzazione di un libro pop-up, i libri animati o tridimensionali  per bambini e che io adoro e magari – ci confida –  da autodidatta un giorno proverò a creare un corto animato perché l’animazione, per me, è magia!”.
Bruna Fornaro presto sarà di nuovo in giro per le città principali della Sicilia per la promozione del suo libro. L’1 e il 2 settembre intanto esporrà a Chiaramonte Gulfi, sala Sciascia, nell’ambito della manifestazione Zuppà, il carnevale estivo che unisce arte e cultura pop-urbana. Si potranno ammirare illustrazioni realizzate per la maggior parte nel 2016, una soltanto è dell’anno scorso. Per chi volesse sarà inoltre possibile acquistare Mare Bianco. Miti e leggende della Sicilia.
Roberta Gurrieri

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