Oggi si rinnova l'appuntamento

Napoli, per il miracolo di San Gennaro anche Carlo e Camilla di Borbone e i detenuti di Poggioreale

Napoli, per il miracolo di San Gennaro anche i Borbone e i detenuti di Poggioreale
Il suo sangue, contenuto nelle ampolle custodite nel Duomo di Napoli, proverà a sciogliersi nuovamente, nel consueto fenomeno, trasmettendo ai propri fedeli il "Miracolo". Stavolta, tra i banchi in prima fila, ci saranno Carlo e Camilla di Borbone

Il santo patrono e protettore di Napoli e di mezza della sua provincia, San Gennaro, proverà nuovamente a dare un segnale a quella martoriata città assediata da turisti e fedeli che provengono da ogni parte d’Italia. Il suo sangue, contenuto nelle ampolle custodite nel Duomo di Napoli, proverà a sciogliersi nuovamente, nel consueto fenomeno, trasmettendo ai propri fedeli il "Miracolo". Stavolta, tra i banchi in prima fila, ci saranno Carlo e Camilla di Borbone per assistere al prodigio.  I Borboni, come tutti sanno, sono stati quelli che hanno costruito buona parte di Napoli, rendendola la capitale del Regno delle due Sicilie.
Ancora una volta anche la solidarietà è presente. Infatti il cardinale Crescenzio Sepe, che tiene particolarmente ai detenuti di Poggioreale e Secondigliano, una riunito piccola rappresentanza di reclusi che è stata coinvolta per assistere al miracolo.
Per essere ancora più vicini ai detenuti, il 21 settembre nel teatro della Casa Circondariale di Poggioreale ci sarà un concerto dal titolo eloquente: “Un sorriso per ricominciare”. Sul palco del carcere, salirà Pietro Quirino, con il Quartetto Calace, che intonerà il meglio del repertorio napoletano per regalare un momento di svago e allegria dedicato al santo patrono. Il concerto, ad ottobre, sarà replicato anche nel carcere di Pozzuoli.
Inoltre, siccome San Gennaro ama tanto i bambini, non si dimentica di loro. Circa 250 ragazzi che appartengono ai quartieri difficili di Napoli, sempre il 21 settembre, si esibiranno sul sagrato del Duomo, grazie al progetto “Canta, suona e cammina”, voluto dalla curia per cercare di recuperare i ragazzi disagiati a suon di musica, e di reinserirli in un percorso di crescita culturale e sociale.
Oggi, quindi, tutto si ferma. I napoletani aspettano quel segnale da quel santo che ha dato la sua vita per i poveri, in un'epoca di miseria e terrore. Infatti, quando il sangue non si è sciolto la città ha subìto terrori e pestilenze. Dati questi che appartengono ai secoli passati, come: lo scoppio della seconda guerra mondiale, il colera a Napoli, e tante altre storie che hanno in un certo qual modo reso l’azione del miracolo legata ad un possibile evento.
Si può assistere al miracolo durante 3 date fondamentali: il 19 Settembre, la prima Domenica di Maggio, e gli otto giorni successivi, e il 16 Dicembre.
In particolare il 19 Settembre ricorda la data del martirio del Santo. Pare che quel sangue contenuto nelle ampolle, fu raccolto sulla pietra di Pozzuoli dove gli tagliarono la testa. Mentre il 16 Dicembre ricorda l’eruzione del Vesuvio dopo 131 anni di inattività (anniversario dell’eruzione del Vesuvio del 1631), quando si dice che il santo riuscì a fermare la lava alle porte della città e quindi dimostrò, senza ombra di dubbio, che poteva fermare il male.
Ma il miracolo è avvenuto pure quando non doveva essere previsto. Non è la prima volta che il cardinale Sepe, aprendo l’urna dove è contenuta l’ampolla, ha trovato il sangue già sciolto. E’ allora cosa è successo? Gli scettici parlano del fatto che il sangue si scioglie solo perché viene girata l’ampolla sottosopra. Ma i napoletani non credono a questa storia. Quando il miracolo non è avvenuto, Napoli ha dovuto fare i conti sempre con qualcosa di brutto e disastroso. Quindi, il miracolo c’è o non c’è? La storia dice di si!.

Francesco Celardo

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