Elezioni Usa 2016

Cina, era meglio Clinton ma serve "nuovo approccio" alle relazioni

Cina, meglio Clinton ma serve "nuovo approccio" alle relazioni
Gli Stati Uniti vogliono mantenere lo status di potenza dominante nell'Asia-Pacifico, mentre la Cina cerca di costruire una relazione piu' equa". Il riequilibrio, conclude l'editoriale del quotidiano cinese, passa attraverso "nuovi approcci per affrontare le nuove sfide" che Stati Uniti e Cina dovranno affrontare. La campagna presidenziale statunitense e' stata seguita dalla stampa cinese con molti dubbi e perplessità, a causa degli scandali aleggiati sui due candidati alla Casa Bianca, il richiamo alla necessita' di condividere un nuovo approccio nelle relazioni bilaterali alla vigilia del voto negli Usa.

Meglio Hillary Clinton di Donald Trump, per la Cina, come nuovo presidente degli Stati Uniti, ma chiunque venga eletto dovra' avvicinarsi con un "nuovo approccio" rispetto al passato per evitare il degenerare delle frizioni tra le due maggiori economie del pianeta. L'appello a un nuovo corso arriva da uno dei maggiori quotidiani cinesi, il China Daily, che in un editoriale traccia il punto sulle relazioni tra le due sponde del Pacifico, mentre per gli esperti la solidita' di Hillary Clinton, di cui si conoscono gia', in qualche misura, le linee nei confronti della Cina rappresenta un fattore di maggiore stabilita'. "Cina e Stati Uniti hanno raggiunto un punto storico, caratterizzato da nuove dinamiche nelle interazioni a livello strategico" e le relazioni tra Pechino e Washington "hanno oggi implicazioni globali", scrive oggi il giornale.
Il quotidiano si concentra sugli aspetti che uniscono Washington e Pechino piu' che su quelli che li dividono: "Cina e Stati Uniti hanno interessi sempre piu' convergenti, che richiedono di essere trattati senza arrivare a uno scontro diretto, a beneficio dei due Paesi". Sia il "pivot to Asia" statunitense che il concetto di "relazione tra grandi Paesi" espresso dalla Cina rappresentano "visioni politiche e strategiche per riportare l'equilibrio nella regione. Gli Stati Uniti vogliono mantenere lo status di potenza dominante nell'Asia-Pacifico, mentre la Cina cerca di costruire una relazione piu' equa". Il riequilibrio, conclude l'editoriale del quotidiano cinese, passa attraverso "nuovi approcci per affrontare le nuove sfide" che Stati Uniti e Cina dovranno affrontare.
La campagna presidenziale statunitense e' stata seguita dalla stampa cinese con molti dubbi e perplessita', a causa degli scandali aleggiati sui due candidati alla Casa Bianca, e non sono mancate le critiche a entrambi e all'intero sistema politico statunitense, ma il richiamo alla necessita' di condividere un nuovo approccio nelle relazioni bilaterali alla vigilia del voto negli Usa, non e' un fatto inconsueto sulla stampa cinese.
"Ogni quattro anni, alla vigilia delle elezioni presidenziali, cinesi e americani, tra i quali includo anche me stesso, chiedono un 'nuovo approccio' nelle relazioni, anche se ognuno ha la propria idea su quale debba essere", spiega all'AGI Tao Xie, docente di Scienze Politiche presso la School of English and International Studies della Beijing Foreign Studies University. "Forse, gli Usa utilizzeranno un profilo piu' basso in Asia e le tensioni nel Mare Cinese Meridionale si calmeranno, anche se si sono gia' calmate dopo la visita del presidente delle Filippine, Rodrigo a Duterte, a Pechino il mese scorso", continua Tao. "Potrebbe esserci maggiore cooperazione in alcune aree, come la Corea del Nord, il nucleare, l'Iran, o magari potrebbe aumentare la cooperazione in Medio Oriente, ma non ci si puo' aspettare qualcosa di grosso e di nuovo al momento".
Una cosa sembra certa per il politologo pechinese, esperto di relazioni tra Cina e Usa: "Chiunque diventi presidente degli Stati Uniti, le relazioni con la Cina rimarranno piu' o meno le stesse. Non mi aspetterei alcun grande cambiamento o shock tra i due Paesi, perche' nessuno dei due vuole un collasso nelle relazioni". Entrambi i candidati sono generalmente visti come piu' ostici dell'attuale inquilino della Casa Bianca, Barack Obama, nel rapporto con la Cina, anche se i politici cinesi non si sbilanciano nell'esprimere preferenze sull'uno o sull'altra: lo stesso primo ministro, Li Keqiang, nel viaggio negli Stati Uniti a settembre scorso si era sottratto a un giudizio. Nella visione cinese emersa dagli esperti, Hillary Clinton, gia' nota alla politica di Pechino, rappresenta un segnale di continuita' rispetto al passato piu' rassicurante rispetto alla linea di Donald Trump, convinzione condivisa anche dallo stesso Tao. "Probabilmente Hillary Clinton e' meglio di Donald Trump", conclude il professore della Beijing Foreign Studies University. Clinton "ha gia' un passato nelle relazioni con la Cina; i leader cinesi la conoscono meglio, e lei stessa conosce molto bene i leader cinesi. Anche se e' un falco in politica, siamo abituati a lei e sappiamo quali siano le sue priorita'. Dal punto di vista delle relazioni di lungo termine, e' meglio avere qualcuno che sia prevedibile e solido, invece di avere qualcuno come Donald Trump, che e' imprevedibile e non ha alcuna vera, chiara linea politica nei confronti della Cina".

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