L'INCHIESTA

Sono sicuri gli ospedali napoletani? Dentro la sanità Campana VIDEO

Sono sicuri gli ospedali napoletani? Dentro la sanità Campana
Come si mette in salvo un paziente? Quali aree sono state predisposte per la concentrazione ai fini della sicurezza? E chi è il responsabile alla formazione del personale sanitario per l'attuazione dei piani di evacuazione? Ma non si poteva costruire da un'altra parte? Secondo Franco Ortolani, già docente di geologia alla Federico II, quando fu presentato il progetto definitivo dell'ospedale del mare nessuno ha fatto le dovute considerazioni...

Quanto sono sicuri gli ospedali?
Ed il personale sanitario che ci lavora all'interno sono preparati per poter mettere in salvo i pazienti in caso di evacuazione da terremoto?
Sono domande queste che ci siamo fatti dopo che la Protezione civile nazionale e regionale ha pubblicato le nuove mappe di pericolosità a seguito degli ultimi eventi sismici che hanno interessato negli ultimi anni alcune zone del centro e sud Italia.

L'attenzione quasi sempre si concentra per le civili abitazioni. Ma degli ospedali, e del suo personale interno che, -dovrebbe essere addestrato per mettere al sicuro i pazienti in caso di calamità naturale-, non si è mai parlato.

L'inchiesta di Corrierequotidiano.it, ha chiarito definitivamente come il personale presente nei maggiori ospedali partenopei intasati da persone ricoverate per vari motivi nei reparti, non è abbastanza preparato, oppure non ha mai ricevuto le direttive indicate dalla protezione civile nazionale in materia di scuotimento sismico. Anzi, non sanno nemmeno di cosa si sta parlando.

Come si mette in salvo un paziente? Per dove bisogna uscire per mettere in sicurezza chi è ricoverato nei reparti? Quali aree sono state predisposte per la concentrazione ai fini della sicurezza? E chi è il responsabile alla formazione del personale sanitario per l'attuazione dei piani di evacuazione?

Domande queste che non hanno mai avuto una risposta seria. Anche perché, i corsi non sono ancora iniziati nonostante che da Settembre l'Italia trema ancora sotto le scosse sismiche. Per ultimo, il paradosso incredibile della costruzione dell'ospedale del Mare in una zona ritenuta dalla Protezione Civile ad alto rischio sismico e vulcanologico poiché si trova proprio sotto al Vesuvio. Insomma, tanti soldi spesi per una struttura sanitaria costruita in una zona altamente pericolosa.

Ma non si poteva costruire da un'altra parte? Secondo il prof. Franco Ortolani, già docente di geologia alla Federico II, quando fu presentato il progetto definitivo dell'ospedale del mare, pur segnalando il problema, nessuno lo ha mai preso seriamente in considerazione. Anzi, qualcuno ha pure sostenuto che, l'eventuale pericolo era solo una pura illusione.

Intanto la Protezione civile lo ha inserito in una zona pericolosa. Ci auguriamo che, chi dovrà mettere in esecuzione i progetti di formazione all'evacuazione, lo faccia in fretta. Perché i terremoti o le eruzioni vulcaniche, in una regione ad alto rischio come quella della Campania, certamente non aspettano nessuno.

di FRANCESCO CELARDO

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VIDEO. Sanità a Napoli

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