Il caso

Angelo Voza, un uomo nel mirino: quali le ragioni?

Il luogotenente, nel 2009, quando era ancora in servizio, mette le mani su una situazione molto particolare nella sua amata città ,Eboli, che tocca interessi appartenenti al mondo della sanità privata. Un centro di riabilitazione finito sotto indagine dallo stesso luogotenente quando era in servizio sia al nucleo di Polizia Tributaria di Salerno, che successivamente quando era in servizio presso la compagnia di Eboli quale responsabile della sezione di polizia giudiziaria ed antiriciclaggio. Ma qual'era il reato contestato? l'illecito arricchimento e distrazione di fondi del servizio sanitario nazionale destinato alla riabilitazione.

Un uomo nel mirino. Ma perchè? Così si sente l'ex luogotenente della Guardia di Finanza Angelo Voza, con alle spalle una brillante carriera come sottufficiale in Sicilia, dove è stato impegnato in delicatissime indagini di mafia. Voza dunque, uomo di esperienza, ma anche investigatore puro, come pochi in giro e dove credeva molto in quello che faceva, dopo 35 anni di onorata carriera, il sottufficiale, deve difendersi da chi scrive puntualmente articoli di giornale con contenuti fantasiosi ed infamanti oggetto pure di querele. Ma perché tutto questo accanimento contro Voza? Facciamo
un passo indietro. Le cose quando accadono non sono mai per caso. Il luogotenente, nel 2009, quando era ancora in servizio, mette le mani su una situazione molto particolare nella sua amata città ,Eboli, che tocca interessi appartenenti al mondo della sanità privata. Un centro di riabilitazione finito sotto indagine dallo stesso luogotenente quando era in servizio sia al nucleo di Polizia Tributaria di Salerno, che successivamente quando era in servizio presso la compagnia di Eboli quale responsabile della sezione di polizia giudiziaria ed antiriciclaggio. Ma qual'era il reato contestato? l'illecito arricchimento e distrazione di fondi del servizio sanitario nazionale destinato alla riabilitazione. Il tutto produsse pure una segnalazione presso l'Agenzia delle Entrate, ed il ministero dello sviluppo economico ancora in corso. Ma poi cosa succede? Il titolare di questo centro risulta essere un ex socialista appartenente alla vecchia guardia, cioè quelli craxiani della prima ora, e da quel momento guarda caso Voza, viene duramente attaccato da un giornale che, stando a chi conosce bene la zona dell'ebolitano, risulta essere molto vicino a questo imprenditore, finito nel mirino di altre indagini molto pesanti della Procura di Salerno scaturite sempre dalla indagine del luogotenente Voza. Ma perché accanirsi contro Voza? Di articoli di giornale, pubblicati da una testata locale molto conosciuta a Salerno e provincia, guarda caso scritti sempre dallo stesso giornalista, ( che è stato pure condannato per causa civile ad una somma di 8mila euro per diffamazione a mezzo stampa, e segnalato pure all'ordine nazionale dei giornalisti come diffamatore abituale e stalking, e che adesso gli pende sul collo l'aspetto penale della diffamazione,) ne sono stati fatti tantissimi. Tutti che riportavano contenuti puramente diffamatori celando i veri elementi delle denunce che Voza ha subito da questo imprenditore che pare non volesse essere toccato da nessuno, e che nulla hanno a che vedere con il diritto di cronaca. Un intoccabile, che guarda caso millanterebbe amicizie politiche molto importanti nel mondo della sanità privata riuscendo quasi sempre a farla franca. Ma contro l'indagine di Voza, l'imprenditore, pare che abbia avuto paura. E' quindi, siccome a colui che ti ha messo sotto indagine non gli puoi fare nulla, allora quale migliore strategia cioè quella di accendere il motore della macchina del fango, per delegittimarlo con continui articoli di giornale che raccontano il nulla, e che puntualmente vengono denunciati alla magistratura. Voza, tra l'altro premiato con la pergamena di Joe Petrosino, per aver sempre svolto il suo lavoro con impegno e dedizione, tra cui si annoverano 9 encomi, 2 benemerenze, insignito della croce di cavaliere al merito dell'ordine della Repubblica, ed attestati di studi vari, si trova a fare i conti con chi utilizza l'arma della stampa in modo infamante, e portata avanti sempre dallo stesso soggetto che pare non arrendersi proprio all'evidenza dei fatti. Insomma, un uomo nel mirino, solo perché sarebbe riuscito a scoperchiare l'ennesimo possibile reato di truffa ai danni del servizio nazionale a beneficio di chi, dalla sanità privata ne ricava solo interessi economici. Voza, adesso è in pensione. Se la gode in famiglia. Ma, ogni tanto deve leggere dai giornali le nefandezze di chi utilizza l'arma della scrittura per fini tutt'altri che di informazione pubblica. Quando finirà questo calvario? Forse quando la magistratura di Salerno, seppur con lentezza, condannerà i diffamatori abituali a pagare seriamente per quello che fanno e sopratutto per quello che scrivono. Per adesso, Voza ne esce vincitore.

Francesco Celardo

Categoria: