Il processo

Processo Fortuna Loffredo: in aula Caputo punta il dito contro la ex compagna

In una dichiarazione spontanea, Raimondo Caputo detto Titò, accusa per la seconda volta la sua ex Marianna Fabozzi di aver lanciato dal balcone la piccola Fortuna. Per la procura il quadro non cambia.

Processo Fortuna Loffredo, Raimondo Caputo detto Titò, accusato di aver lanciato dal balcone da uno dei palazzoni del rione Iacp del Parco Verde di Caivano la piccola Fortuna, punta il dito contro la sua ex Marianna Fabozzi. Lo ha ribadito per la seconda volta, sia nell'incidente probatorio che adesso nell'ultima udienza dove è stato sentito pure Salvatore Mucci, colui che guidò la punto che trasportava il corpo della piccola presso l'ospedale di Frattamaggiore. «Mi trovavo in strada e stavo mangiando una pizzetta quando Fortuna è precipitata. Ho preso l'ascensore e sono salito al settimo piano: a casa c'erano Marianna e la figlia, e Marianna aveva tra le mani la bicicletta di Fortuna». E' questa l'affermazione secondo cui Caputo cerca di scrollarsi di dosso la colpa di aver lanciato dal balcone la piccola, morta per il violento impatto sul selciato. La dichiarazione resa in modo spontaneo, a tratti sembrava essere molto confusa. Titò dunque per l'ennesima volta cerca di difendersi dall'accusa di omicidio poiché ritiene che a commetterlo sia stata la sua compagna. La dichiarazione però, non ha scalfito minimamente il pensiero della procura che ritiene in Titò il responsabile della morte di Fortuna. La prossima udienza è prevista per il giorni 18 di Gennaio.

Francesco Celardo

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