Il ritrovamento

Casoria, arsenale dei clan sballottati da una parte all'altra. I carabinieri fermano un furgone pieno di armi

Dopo i due ingenti sequestri effettuati nel Parco Verde di Caivano ad opera sempre dei carabinieri appartenenti alla compagnia di Casoria guidati dal capitano Francesco Filippo, stavolta un furgone pieno di armi fermato a via Pietro Nenni a Casoria sempre con lo stesso tipo di armi. L'autista è riuscito a scappare.

L'arsenale dei clan sballottati da una parte all'altra. Dopo i due ingenti sequestri effettuati nel Parco Verde di Caivano ad opera sempre dei carabinieri appartenenti alla compagnia di Casoria guidati dal capitano Francesco Filippo, che hanno permesso di scoprire nei cunicoli scavati sotto ai palazzoni depositi di pistole, fucili e mitragliatori stavolta però, è toccato agli stessi militari del nucleo radiomobile fermare un furgone in Via Pietro Nenni a Casoria. L'autista cerca di schivare la gazzella dei militari. Ma rallenta solo per cercare una strada alternativa ed evitare la pattuglia. Ne nasce un inseguimento che si è protratto fino a quando in Via Salierno ha abbandonato il veicolo fuggendo a piedi nelle campagne. Gli accertamenti sul furgone hanno permesso di appurare che è provento di una rapina perpetrata a Orta di Atella (CE) nel dicembre 2016. Ispezionando poi il vano di carico, il rinvenimento: c’erano 3 borsoni in tessuto mimetico nei quali venivano trasportati una mitraglietta “Uzi”, 2 fucili mitragliatori Kalashnikov, una semiautomatica con matricola abrasa, un fucile a pompa, 4 giubbotti antiproiettile, 60 cartucce per Kalashnikov, una quarantina di cartucce 9x21 e 3 calibro 12.
Sulle armi sono in corso accertamenti da parte dei militari dell’Arma per verificare provenienza ed eventuale utilizzo in recenti fatti di sangue. Secondo una ipotetica ricostruzione degli inquirenti, le armi, forse provenivano da un covo che poteva essere facilmente raggiungibile dalle forze dell'ordine presenti sul territorio anche grazie ai precedenti ritrovamenti e sequestri che in un certo qual modo hanno messo a tappeto chi aveva voglia di far scoppiare una nuova guerra sul territorio. Quindi, la necessità di spostare l'arsenale per evitare che le armi finissero in mano allo stato.

Francesco Celardo

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