La resa dei conti

Afragola, atto di sfiducia al presidente del consiglio comunale Nicola Perrino. L'opposizione: "è influenzato dal sindaco".

L'atto dovrebbe essere presentato domani. Ci si aspetta la tredicesima firma. Per Antonio Pannone "Crediamo che il presidente del consiglio comunale debba assolvere in pieno ai principi sanciti dal Tuel e dallo statuto comunale, svincolandosi da condizionamenti e influenze esercitate dal sindaco, dall'esecutivo e dalla maggioranza".

Siamo quasi giunti alla resa dei conti nella maggioranza guidata dal sindaco di Afragola Domenico Tuccillo. Ad impepare quello che già sa di forte, è un atto di sfiducia al preside del consiglio comunale Nicola Perrino. Un atto questo, che nella storia della città di Afragola, da quando esiste l'istituzione della casa comunale come casa del popolo afragolese, nessuno lo ha mai presentato. In passato ci sono state frizioni tra maggioranza ed opposizione, ma mai che sia stato notificato un atto da parte di 12 consiglieri mescolati tra opposizione ed ex maggioranza i quali ritengono che l'attuale presidente del consiglio comunale Nicola Perrino debba dimettersi da quel ruolo. Il documento, per adesso è stato firmato da 12 consiglieri comunali, ma aspetta solo la 13esima firma che non si esclude possa essere quella di Raffaele Falco, in rotta di collisione proprio con il suo partito, lo stesso di quello del presidente del consiglio. Ma perché sfiduciare Perrino? le opposizioni ritengono che Perrino, non sia stato imparziale nel suo ruolo, e soprattutto sia influenzabile dal sindaco Domenico Tuccillo. La realtà invece potrebbe essere un'altra. Se nel caso Perrino dovesse essere sfiduciato ed indotto a lasciare il suo ruolo, potrebbe generarsi una sorta di reazione a catena che minerebbe le oramai già fragili fondamenta dell'attuale amministrazione comunale entrata in crisi con alcuni dei suoi più validi alleati. Perrino, si dice tranquillo. Ma, il sindaco invece avrebbe qualche grattacapo in più, visto che uno dei suoi più fedeli alleati cioè la lista di A Viso Aperto, oramai è in rottura, e la cui frattura pare che sia insanabile. Ovviamente non sarebbe solo questo. Al penultimo consiglio comunale, il consigliere ex Area Popolare Raffaele Falco, aveva chiesto le dimissioni dell'assessore Maddalena Polito. Respinte invece dall'intero partito dell'UDC-Area popolare che ha preso subito le distanze dalla richiesta di Falco. Sarà stato pure questo a scatenare la tredicesima firma sotto al documento che domani incontrerà il protocollo? può darsi. Perché secondo voci bene informate, Perrino sarebbe pure lui contrario alle dimissioni della Polito. E' dunque, il marasma e la confusione è servita. Per Antonio Pannone "l'intera opposizione composta ad oggi da 12 consiglieri, di cui 3 eletti originariamente a sostegno di Tuccillo, è impegnata a ripristinare la piena agibilità politica ed istituzionale, gravemente compromessa da un sindaco e da una maggioranza rivelatisi in 4 anni assolutamente incapace di creare le condizioni per un sano confronto democratico sulle grandi questioni di sviluppo per il nostro territorio. in quest'ottica, riteniamo opportuno fare in modo che la città sia resa consapevole della necessità di disporre di figure come il presidente del consiglio comunale, che siano poste a garanzia del corretto funzionamento delle istituzioni e della sana dialettica tra maggioranza ed opposizione. Vogliamo, pertanto , alimentare una proficua discussione che abbia l'obiettivo di superare le criticità manifestatesi in consiglio comunale, soprattutto a causa di una maggioranza che ha tentato in tutti i modi di indebolire il presidente del consiglio, compromettendone la neutralità. Crediamo che il presidente del consiglio comunale debba assolvere in pieno ai principi sanciti dal Tuel e dallo statuto comunale, svincolandosi da condizionamenti e influenze esercitate dal sindaco, dall'esecutivo e dalla maggioranza. Vedremo su questi punti se ci sarà la volontà di tutti i gruppi politici di esprimersi e di assumere posizioni chiare a tutela del fondamentale ruolo democratico del consiglio e delle prerogative di tutti i consiglieri comunali".

Francesco Celardo

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