La protesta

Afragola, protesta in un centro di accoglienza per immigrati: polizia e carabinieri in assetto antisommossa.

Il motivo della protesta, è che non sono riusciti ad incassare la quota. I gestori hanno denunciato tutto alla Polizia che adesso è schierata in assetto antisommossa. La polemica non si placa. 8 migranti di origine malese e del Ghana, hanno pure aggredito tre persone nella struttura a cui è stato chiesto l'allontanamento coatto.

Non incassano la quota mensile, ed occupano il centro di accoglienza. Aggrediscono pure il custode. Così una cinquantina di immigrati, ospiti di una cooperativa sociale Terranostra, la cui direttrice è la consigliere comunale Cristina Acri, ed insieme al marito Aniello Esposito gestiscono alcuni centri per l'accoglienza agli immigrati, si sono dovuti rivolgere alla polizia per cercare di sedare quello che nessuno si aspettava: l'occupazione della sede di via Cirillo. Già il giorno prima, alcuni extracomunitari avevano dato segni di squilibrio all'interno del centro tanto che il gestore della struttura si è dovuto rivolgere alla polizia. Ma ieri mattina qualcosa di molto più serio è successo. Hanno trattenuto il custode, il quale poi è stato rilasciato successivamente, dovendo ricorrere alle cure mediche. Su questo caso invece indagano i carabinieri di Afragola. Mentre per quanto riguarda invece la questione dell'aspetto dell'ordine pubblico sull'occupazione della struttura, le indagini sono in mano al vice questore Stefano Iuorio, che dovranno vagliare le denunce presentate dai titolari della struttura. Secondo le varie ipotesi, gli ospiti non avrebbero percepito il compenso da alcuni giorni. Una somma pari a quasi 75 euro al mese, utile per telefonare e comprarsi qualcosa. Ma, secondo l'avvocato Alessandro Motta che assiste la struttura “queste purtroppo sono problematiche di tipo burocratico le cui spese le pagano gli extracomunitari. Ai miei assistiti non può essere attribuita nessuna responsabilità poiché stanno facendo tutto il possibile per risolvere questa problematica, e sono in attesa da parte della prefettura per avere disposizione in merito”. Insomma, secondo il legale del centro la questione è scoppiata poiché il tutto sarebbe legato alla burocrazia dei ritardi nel pagamento dei pocket Money . Ma gli immigrati avrebbero inscenato una vera e propria guerriglia, tanto che ci è voluto l'intervento della Polizia per bloccare il tutto. Al vaglio dunque degli inquirenti la tesi tenuta dai gestori della struttura in sede di denuncia. Ma dopo le 14, è scattato il putiferio. Da quello che sembrava essere una pace fatta, è scoppiata una nuova resistenza. In pratica, 8 elementi ritenuti pericolosi, hanno aggredito e mandato in ospedale tre persone. E' la Polizia è dovuta intervenire in assetto antisommossa insieme ai carabinieri. E sui social si sono scatenate dure polemiche sull'enorme business che ruota intorno ai centri di accoglienza per immigrati. Il tutto ruota anche sulla possibilità di anticipare i soldi per poi aspettare la prefettura. Infatti, secondo i beni informati, le cooperative di accoglienza dovrebbero avere anche una capacità finanziaria proprio per evitare situazioni come queste. Inoltre,gli inquirenti, dovranno pure verificare se l'intera struttura poteva accogliere i circa 60 immigrati che hanno generato la protesta. “Queste persone vanno accompagnate a casa loro” afferma una signora che ha postato un messaggio su un noto social. Non solo. Ma c'è chi parla pure come la città di Afragola, in pochi anni sia stata invasa da centri di accoglienza per immigrati. Infatti, in alcune strade, ragazzi extracomunitari girano come vagabondi senza una meta. E su questo particolare che si stanno scatenando ulteriori polemiche su come sia possibile tutto questo. “Questi ragazzi vanno aiutati. Possono essere una risorsa” afferma un'altra residente.

Francesco Celardo

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