La calma

Afragola, ritorna la calma al centro immigrati. Il sindaco scrive al prefetto chiedendo verifiche. L'opposizione con Giacco: "se ne accorge solo adesso?"

Ritorna la pace poiché gli extracomunitari sono riusciti alla fine ad avere l'incasso dei soldi poiché la prefettura ha pagato il pocket Money. E scatta la polemica politica. Il sindaco Tuccillo scrive al prefetto chiedendo controlli. Mentre per Camillo Giacco, il sindaco doveva pensarci prima. Il centro, è gestito anche dalla consigliere comunale Cristina Acri.

E' ritornata la pace tra gli immigrati nel centro di accoglienza di via Cirillo ad Afragola, gestito dalla cooperativa Terranostra, e gli operatori del centro. Ieri pomeriggio, la prefettura di Napoli, ha concesso il pagamento dei pocket Money della discordia, il cui mancato pagamento aveva fatto scatenare le ire di 8 immigrati i quali avevano sfasciato tutto il centro e mandato due persone all'ospedale. Gli operatori, che da due giorni avevano già avuto alcuni screzi con il gruppo dei dissidenti , hanno dovuto ricorrere alla polizia di Afragola per cercare di sedare del ire degli extracomunitari poiché la prefettura di Napoli aveva tardato nel pagamento della retta mensile che dovrebbe essere di circa 75 euro al mese. Ma sull'ospitalità dei “Cai” i centri di accoglienza per Immigrati sparpagliati su tutto il territorio Afragolese, hanno fatto accendere alcuni riflettori sui controlli propedeutici per l'accoglienza. Il primo a scrivere al prefetto è stato proprio il sindaco di Afragola Domenico Tuccillo, che chiede una attenta verifica dei centri di accoglienza sul territorio afragolese. “Le notizie destano viva preoccupazione circa le modalità di controllo dei soggetti gestori incaricati, nonché circa le capacità del sistema di gestione attuato di consentire un ordinato svolgimento delle attività previste. Si tratta di criticità che, tra l’altro, si stanno propagando all’esterno del sistema di gestione e che rischiano di innescare problematiche di ordine pubblico rispetto ai rapporti con i residenti, di cui si intravedono i primi segnali. Ritengo quindi indispensabile che codesta Prefettura ponga in essere tutte le attività di verifica necessarie ed opportune ad accertare la corretta gestione dei centri CAI presenti sul territorio di Afragola nonché, ricorrendone la necessità, a ripristinare le necessarie condizioni di compatibilità con il contesto ambientale”. Ma la politica di opposizione, dove fa parte anche la consigliere Cristina Acri, direttrice del centro Terranostra, dove è scoppiata la protesta, cerca di fare chiarezza. A parlare e Camillo Giacco, del Pdl, che chiede quali controlli siano stati fatti in via preventiva prima che si insediassero gli extracomunitari, rispondendo anche alla richiesta del sindaco di chiarimenti al prefetto. “ Com'è il sindaco si accorge solo adesso che ci sono i centri di accoglienza sul territorio? -afferma Giacco che rilancia - ma all'ufficio tecnico hanno rilasciato le agibilità per i centri di accoglienza? Comunque io ritengo che sia assurdo che in un palazzo ci siano 70 persone. Il limite massimo di un normale appartamento sono 5 persone. Vorremmo capire se anche la prefettura verifica che la struttura sia idonea ad ospitare tante persone specialmente in un comune come Afragola dove non essendoci ne alberghi e convitti, venga concessa una sorta di facoltà d'uso senza controllo. Quindi, vorrei capire se hanno rispettato il regolamento. L'attività di aggregazione ed accoglienza, è una attività di business e non una attività gratuita. E' dunque deve rispettare alcune regole”.

Francesco Celardo

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