La storia

Terremoto ad Ischia, prof Ortolani: "E' la storia che ci racconta i problemi di adesso"

Le osservazioni storiche del docente di geologia, raccontano come il passato, già era a conoscenza dei vari fenomeni che si sono succeduti sull'isola azzurra. Adesso tutto sembra essere chiaro. Ma lo era già prima. "la storia va capita con modestia e rilanciata con professionalità e trasparenza" - racconta Ortolani.

La storia che racconta il presente. Se solo chi avesse avuto un minimo di comprensione del passato, avrebbe quantomeno contenuto i danni reali di oggi. Il Prof, Franco Ortolani, già docente di geologia presso l'università Federico II di Napoli, studioso attento delle problematiche del sottosuolo, traccia uno spaccato del passato dove gli studiosi già avevano compreso che l'Isola d'Ischia geologicamente parlando aveva delle problematiche naturali che non potevano essere messe da parte. Anzi, meritavano di grande attenzione. Infatti, secondo Ortolani " Il Terremoto di Ischia del 21 agosto 2017: dopo i vari sisma del 1800, furono fatte osservazioni circa gli effetti locali e la "particolarità" delle sollecitazioni sismiche. Grazie a Gaetana Mazza che sta pubblicando stralci di affermazioni di studiosi del 1800 si ricostruiscono interessanti riferimenti agli effetti locali connessi alle caratteristiche geologico tecniche e geotecniche del substrato su cui erano fondate le costruzioni. Il Palmieri, ad esempio fa notare dopo il terremoto del 1883 che "le ruine più manifeste avvennero sulla cosiddetta marna, nei luoghi ove sono le acque termali. Seguono i paesi collocati sul tufo trachitico e quasi illese rimasero le case edificate sulla trachite compatta.E' quindi necessario, ad evitare ulteriori danni, che dovendosi impiantare nuovi edifizi, siano edificati su terreni che non vanno soggetti a frane."

Interessanti sono le osservazioni sulle sollecitazioni sismiche che avrebbero provocato il collasso degli edifici. "Ora il terremoto del 4 marzo 1881 parve all'illustre Prof. Palmieri che fosse avvenuto nelle identiche condizioni di quello del 1828, cioè crollo subitaneo della parte superiore di Casamicciola e con leggere commozioni del suolo. Ed anche in questo terremoto del 1881 il fatto istantaneo della catastrofe risulta in modo evidente dall'atteggiamento dei cadaveri dissepolti, che furono rinvenuti nelle rispettive loro case; una donna mentre faceva la calza, un signore leggendo il giornale, un calzolaio lavorando le scarpe, ecc. Lo che dimostra che nessuno ebbe il tempo di fuggire, come avviene in tutti i terremoti più o meno lunghi, e come si constatò a Melfi ed in altre parti ove i disgraziati che perirono furono trovati tutti in atto di fuggire." La struttura sismogenetica a poca profondità sotto l'area devastata può significare che le sollecitazioni sismiche connesse alle onde P e alle onde S colpiscano quasi simultaneamente la superficie del suolo ed i manufatti sovrastanti con effetti devastanti laddove le caratteristiche geologico tecniche e geotecniche del substrato di fondazione causino amplificazioni. Si pone un nuovo problema di progettazione? I manufatti non sono progettati per resistere a contemporanee sollecitazioni impresse da onde P e onde S.

Francesco Celardo

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