Il tragico evento

Afragola, stazione Alta Velocità: torna da Roma con un collega accasciandosi a terra: così è morta una donna di 42 anni. Il parlamentare Caputo:"non vi era un defibrillatore"

A prestare i primi soccorsi, secondo alcuni testimoni oculari- sono stati gli uomini della vigilanza Europea, gli operai del cantiere, ed un medico presente come passeggero. Ad assistere alla straziante scena, vi era anche l'europarlamentare Nicola Caputo, che attraverso un post su un noto social che racconta gli attimi concitati per salvare al signora ma al tempo stesso evidenzia come in una infrastruttura del genere non ci sia un defibrillatore e soprattutto il ritardo nell'arrivare i soccorsi. La donna si chiamava Vincenza Cerbone di Afragola, e lascia un figlio di 8 anni ed uno di 18 anni. Insegnante, tornava da Roma insieme ad un collega.

Una signora di 42 anni è morta per un arresto cardio circolatorio. nella nuova stazione dell'alta velocità di Napoli – Afragola, inaugurata appena a Giugno scorso. A prestare i primi soccorsi, secondo alcuni testimoni oculari- sono stati gli uomini della vigilanza Europea, gli operai del cantiere, ed un medico presente come passeggero. Ad assistere alla straziante scena, vi era anche l'europarlamentare Nicola Caputo, che attraverso un post su un noto social che racconta gli attimi concitati per salvare al signora ma al tempo stesso evidenzia come in una infrastruttura del genere non ci sia un defribrillatore e soprattutto il ritardo nell'arrivare i soccorsi. La donna si chiamava Vincenza Cerbone di Afragola, e lascia un figlio di 8 anni ed uno di 18 anni. Secondo il parlamentare “Alla stazione di Afragola, mentre sono in attesa del treno per Firenze, una donna si sente male e si accascia a terra per un arresto cardiaco. Operai del cantiere e uomini della sicurezza si danno da fare per rianimarla. Arriva un medico che fa tutto il possibile, dal massaggio cardiaco all’aiuto alla respirazione. Siamo tutti agitati, proviamo tutti a chiamare il 118 e la polizia stradale. Nel frattempo si scopre che una stazione ferroviaria ultramoderna manca di defibrillatore, di attrezzature e personale di primo soccorso. L’ambulanza arriva con 30 minuti di ritardo anche per le oggettive difficoltà nel trovare la strada che porta alla stazione. Dopo oltre un’ora di tentativi operati dalla squadra del 118 si attesta la fine di una giovane signora di 42 anni. La tristezza e la commozione prendono tutti noi. Forse non si sarebbe potuta comunque salvare, ma perché nel 2017 si può morire senza poter ricevere tutti i possibili soccorsi nei tempi giusti? Che senso ha costruire una stazione prodigio di architettura se poi non si è in grado di essere un luogo sicuro per i suoi utenti? Nella nostra terra non servono nuove cattedrali nel deserto, ma luoghi e servizi sicuri per chi li vive! In nord Europa stanno testando modalità di primo soccorso con i droni e noi? Poi aggiunge - “è davvero assurdo non prevedere modalità di primissimo soccorso nella stazione. Non e semplice raggiungere quella stazione, i segnali stradali sono pochi, e che i navigatori satellitari impazziscono. Nelle opere di questo tipo ci vogliono servizi all'alvanguardia per i cittadini. Io non so chi doveva mettere, ma certamente sarebbe stato opportuno metterlo. Inoltre -afferma il parlamentare- avevo proposto nel programma della gestione della commisisone trasporti del parlamento europeo di fare visita ad Afragola il 14 di Febbraio perché ritenevamo la stazione una eccellenza. Adesso però ho i miei dubbi. Infine, scriverò a Rete Ferroviaria Italiana per comunicare quello che è successo” .La signora veniva con un suo collega da Roma.

Francesco Celardo

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